Confessione di un amore ambiguo: quello che gli uomini non dicono

Qualche anno fa ho incontrato, grazie ai social, un giovane palermitano appassionato di letteratura, Angelo Di Liberto. Si tratta di uno dei fondatori della comunità “Billy, il vizio di leggere”, che riunisce gli appassionati di lettura. Conobbi questa comunità, e di conseguenza Angelo (anche se, ahimé, solo virtualmente), grazie a un’iniziativa che avevano appena lanciato, “Modus legendi”; la comunità si proponeva di scegliere, tra cinque libri di qualità pubblicati da piccole case editrici, un libro da comprare, tutti nella stessa settimana, per farlo entrare nella classifica dei libri più venduti e spezzare così il monopolio dei grandi editori. L’iniziativa ebbe successo, tanto da essere ripetuta negli anni successivi, e io ho sempre partecipato con interesse, non limitandomi a comprare il libro vincitore, ma anche gli altri libri, scoprendo così scrittori eccellenti quali Annie Ernoux, Ezio Sinigaglia, tra i vincitori dell’iniziativa, ma anche autori quali Valeria Luiselli, Fabio Bacà, Alina Bronsky, Eric Chevillard…

Attraverso la comunità, avevo conosciuto Angelo, con i suoi post, i suoi commenti, il suo spronare gli altri membri a motivare le loro scelte di lettura (il commento “vi consiglio questo libro, è bellissimo” non è mai stato accettato). Confesso che questo giovane mi incuteva timore, tanto che ho contribuito attivamente poche volte, ma non smettevo mai di seguire i suoi consigli (uno tra i tanti, azzeccatissimo, fu il romanzo “Acquadolce” di Akwaeke Emezi).

Pochi mesi fa ho scoperto che Angelo ha pubblicato un romanzo con l’editore Centauria, “Confessione di un amore ambiguo”. Ho subito pensato che avrei dovuto leggere questo libro, certo di trovarvi qualità. Purtroppo ho dovuto aspettare diverse settimane prima di riuscirvi perché, per motivi a me sconosciuti, i siti di spedizione on line non spedivano questo libro in Svizzera, e la Libreria italiana di Zurigo era ancora chiusa. Quando finalmente è arrivato il tempo, ho potuto gustare questo romanzo in ogni parola, trovandoci la qualità che mi aspettavo. Mi sembra doveroso consigliarvelo in questo blog.

La famosissima scrittrice Amelie Nothomb definisce questo libro come “Un puzzle, una storia d’amore, un giallo? Confessione di un amore ambiguo è questo e molto altro: un romanzo inquietante e raffinato che ti inchioda fin dall’inizio e non ti lascia più”. La trama, molto articolata, può essere descritta con la sintesi utilizzata nel risvolto di copertina: “Lauri, chirurgo, è sposato da dodici anni con Alma, disegnatrice. Vivono un’esistenza tranquilla suggellata da un amore assoluto, nella villa Ducrot a Palermo, in riva al mare, in quella che fu una delle più misteriose dimore di un’antica famiglia di origini francesi. Ma una notte, mentre Lauri è vittima di uno strano sonno, Alma fugge lasciando poche tracce dietro di sé: mancano una manciata di disegni e qualche gioiello. Indizi flebili, piste assurde costringono Lauri a trasformare improvvisamente la propria esistenza, alla ricerca della moglie, fino ad arrivare a un epilogo sconvolgente per cui nulla sarà più come prima”.

Come mi aspettavo, Di Liberto usa le parole in maniera sapiente, ognuna al posto giusto, producendo una scrittura ricca e al tempo stesso scorrevole. Ciò che però, a mio parere, rende questo romanzo superlativo, è la capacità dell’autore di descrivere le emozioni che un uomo prova quando finisce un amore. Chiunque abbia una certa età sa di cosa sto parlando; anche se non tutti gli uomini sono capaci di esprimere certe emozioni, tutti le hanno provate. Angelo Di Liberto trova le parole giuste per descrivere tutto ciò; mentre leggevo il libro, rivivevo i sentimenti di negazione, di frustrazione, i tentativi di dare spiegazioni razionali a quanto accaduto, il dolore, il rifiuto della rassegnazione…

Un romanzo originale, da leggere non per svago o distrazione, ma per riflettere, attraverso la storia di Lauri, sulla nostra storia, non dimenticando mai che “l’unica soluzione è guardare avanti”.

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Questo blog nasce dall’incontro di tre persone emigrate volontariamente in età adulta dall’Italia in Svizzera e che in questo Paese hanno realizzato esperienze diverse in vari ambiti lavorativi e culturali. 

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