
Perchè la letteratura deve fare piangere?
Qualche settimana fa, durante una presentazione del mio romanzo, una signora ha chiesto la parola. Tutti si aspettavano una domanda o la condivisione di un ricordo famigliare inerente ai temi storici trattati. La signora invece, riagganciandosi a una mia riflessione sull’opera di Grazia Deledda, ha espresso una considerazione molto personale e accorata su quanto avesse odiato l’autrice per la quantità di sofferenza che si era dovuta sorbire leggendo “Canne al vento”. “Dobbiamo già affrontare così tanto dolore nella nostra vita. Perché dovremmo anche sottoporci a letture così tragiche?”. In seguito un’altra donna si è unita alla discussione, riportando il commento di una sua








