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Vivere moltissimo

Ci sono due motivi per cui ho deciso di riportare questa storia, al di là del fatto che mi ha molto turbato. Il primo è che ieri era la giornata internazionale della donna e ritengo che intorno a una data così importante sia ancora più doveroso condividere storie e voci di donne. Il secondo motivo per cui ho scelto proprio questa storia è perché oggi, 9 marzo, sono due mesi esatti dal massacro di manifestanti che è stato compiuto in Iran durante le proteste. Tra le più di 30.000 vittime c’era anche Raha Bahloulipour, una studentessa di ventiquattro anni, che è stata uccisa

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Corrispondenze

I primi due anni della risoluzione belga che ha cambiato i musei

A ormai due anni di distanza dal voto, la risoluzione la risoluzione belga S.7-482 rappresenta ancora il principale punto di riferimento per le politiche di prescrizione sociale nel Paese e per l’evoluzione del modello del caring museum. L’otto marzo del 2024 il Senato belga ha approvato la risoluzione S.7-482, un testo non vincolante ma politicamente significativo che ha introdotto nel dibattito istituzionale l’idea di un approccio culturale e non farmacologico alla salute mentale — approccio di cui si era iniziato a parlare in Belgio, nella città di Brussels, già prima della pandemia di Covid-19 grazie al lavoro di Delphine Houba, assessora con deleghe su Casa, Uguaglianza delle possibilità, Turismo e Grandi Eventi per la Città di Brussels. Il testo — presentato dal senatore

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Sguardi culturali

No al neocolonialismo ambientale

La difesa degli ambienti naturali non deve in alcun caso essere in contrasto con i diritti e le condizioni di vita di interi gruppi umani. Questa osservazione apparentemente ovvia non sempre trova riscontro, soprattutto nella realtà africana. La giornalista tedesca Simone Schlindwein ha portato alla luce. con accurate indagini sul campo condotte in Congo e in Uganda, dove vive, una serie di situazioni in cui la difesa degli ambienti naturali, ampiamente finanziata dall’Ue e dalla Germania in particolare ma anche da organismi legati all’Onu e da diverse Ong avviene spesso a discapito delle condizioni di vita e dell’economie di interi gruppi di popolazione.

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Questo blog nasce nel febbraio del 2021 dall’incontro di persone emigrate volontariamente in età adulta dall’Italia in Svizzera e che in questo Paese hanno realizzato esperienze diverse in vari ambiti lavorativi e culturali. 

 

Ci anima la volontà, a partire dai nostri interessi e dalle nostre conoscenze, di valorizzare positivamente tutto ciò che rende ricca e interessante l’esistenza e per questo riteniamo indispensabile sconfinare, andare oltre i confini entro i quali nascono i muri dei pregiudizi e dei luoghi comuni che dividono le nazioni, le etnie, i generi e gli orientamenti sessuali. 

In questo senso il nostro blog va controcorrente rispetto all’aria di chiusura che si respira un po’ ovunque.

 

Non partiamo da un programma rigidamente predefinito ma da un’ispirazione e da esigenze di fondo che in qualche modo ci indirizzano, almeno in partenza, verso alcune tematiche, con il chiaro intento di allargare progressivamente il nostro orizzonte insieme a chi vorrà darci una mano con i propri testi e con i propri commenti; a loro non chiederemo mai di condividere in tutto e per tutto le idee che via via ciascuno di noi esporrà ma di essere in sintonia con lo spirito che ci anima.

 

REDAZIONE

Valeria Camia 

Alice Malerba

Alessandro Vaccari

 

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