Lista delle S-malattie consigliate #30: tempesta

Festa del paese

Ore 6:27
“Ilaria, oggi si va avanti fin dopo cena, sei sicura di farcela dopo il vaccino?” 

“Sicura?” – penso tra me e me. “Non sono mai sicura di nulla. Giusto del mio nome e cognome. Talvolta.”

Ore 7:12 
“Andiamo a fare colazione, così poi sistemiamo i tavoli, le panche. Dopo faccio i saccottini di brisé,
Ile va avanti con i tortelli, tu fai patate e besciamella”

Ore 15:00
“Intanto che mangiamo, pensiamo a come organizzarci per il pomeriggio”

Ore 19.18
“Abbiamo tutto pronto e le persone stanno arrivando. Ricordiamoci di tenere via le cose per chi ha prenotato”

Ore 21.43
“Cos’è rimasto? Cosa possiamo fare ancora? Le persone si vogliono sedere ma abbiamo  finito quasi  tutto.”

Ore 22:30
“Ila, vai a casa. Finiamo di sistemare noi”.

Buongiorno, come stai?

Ho voluto iniziare l’articolo raccontandoti di una mia “straordinaria” domenica lavorativa, sedici ore, quasi no stop, veramente impegnative, per iniziare a rispondere a una parte della domanda con cui ci eravamo salutati settimana scorsa.

Ovvero, come prepararsi a un periodo difficile prima che questo si verifichi?

Ovviamente, nel caso non ci si aspettino complicazioni e avversità, l’unico modo per superare un momento di difficoltà, è attraversarlo. Nel modo migliore che possiamo con gli strumenti che abbiamo a disposizione in quel momento.

Nel farlo poi, ti renderai conto che, se ti metti d’impegno, le risorse le trovi.

Gandhi diceva che la vita, non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia.

Proprio per questo motivo, ho voluto chiamare questa s-malattia ”Tempesta”.

A prescindere da ciò che ti troverai ad affrontare, può essere utile riuscire a guardarlo da più punti di vista.

Per farlo, mi sono ispirata a un libro che si occupa di “pensiero laterale” e spiega come osservare le cose utilizzando, non uno, nemmeno due, neanche tre, ma bensì sei punti di vista differenti.

Infatti, Edward De Bono, in Sei cappelli per pensare, usa una tecnica straordinaria.
Dà  a ogni cappello un colore e una specifica caratteristica.

Il cappello bianco è quello più neutrale e oggettivo.

Quando osservi la questione con il cappello bianco, è necessario che ti concentri su dati concreti e numeri. 


In questa fase, più guardi le cose in maniera “oggettiva”, meno ti lascerai sopraffare dalle considerazioni personali. Questo ti permetterà di valutare al meglio le cose.

Dopo aver visto e analizzato dati come un computer, puoi lasciarti andare alle emozioni. con il cappello rosso.

Siamo esseri umani e irrazionali per natura. Ogni decisione porta con sé ciò che sentiamo.
Dopo essercene privati con il cappello bianco, è importante incorporarle nel contesto, ma restando il più sinceri possibili con noi stessi.

Il motivo per cui è fondamentale tenere le emozioni lontane dai fatti, è per riuscire a ragionare con chiarezza. Solo mantenendo una certa lucidità, è possibile notare schemi, comportamenti, o situazioni che, se offuscati dai sentimenti, possono restare invisibili ai nostri occhi.

Dopodiché, si passa al cappello nero, che, come potrai immaginare, è quello legato alle cose negative.

Ovvero errori, rischi, problematiche. Da vero guastafeste, mette in luce tutto ciò che non funziona.

Un disfattista? All’apparenza sì, ma se utilizzato correttamente, ci aiuterà a farci vedere i punti deboli delle nostre idee, permettendoci così di correggere il tiro, prima di commettere errori evitabili.

Attenzione a non confondere, il cappello nero con le emozioni negative. Le emozioni, positive o negative, restano sempre e comunque il compito del cappello rosso.

In contrapposizione al nero, troviamo il cappello giallo, quello positivo.

Serve infatti, al contrario del suo antagonista, a valutare tutti i benefici e I  vantaggi di un’idea e a trovare soluzioni per risolvere le eventuali falle individuate precedentemente. Si basa sempre sulla logica e ricerca nel suo archivio le soluzioni concrete, già utilizzate in passato.

Anche perché, per la parte creativa, c’è il cappello verde.

Grazie al percorso intrapreso finora con i cappelli precedenti, sei pronto per uscire dagli schemi.

Laddove il cappello giallo, non ha trovato strategie per colmare le lacune individuate  dal cappello nero, interviene il cappello verde, aprendo le porte a nuove possibilità.

Non resta che un ultimo meraviglioso cappello. Quello blu del controllo.

Ogni pensiero per risultare efficace, deve essere ben organizzato e coordinato con quest’ultimo.
È giunto il momento di tirare le fila del pensiero per raggiungere l’obiettivo desiderato.

Penso che il fascino di questa tecnica sia racchiuso nel rendere cosciente, un percorso che il pensiero umano, già svolge, quando si prepara a trovare una soluzione oppure ad affrontare un momento di difficoltà. 

Peccato che, la maggior parte delle volte, questo percorso, venga svolto in maniera inconsapevole e senza tenere conto di tutte le sfaccettature.

In questo caso, invece, nel caso peggiore, avrai una visione più ampia sulla questione.

Non solo ti permetterà di vedere la cosa, da più punti di vista, ma di scoprire e sviluppare parti di te a cui magari, non avevi mai fatto caso.

Io stessa prima di scoprire questa tecnica, non avevo mai pensato all’utilità del cappello nero. Nonostante la mia vocina interiore mi dicesse di stare attenta, la zittivo, sostituendola con il pensiero positivo o con quello creativo.

Premetto che non ho tratto grandi benefici da questo mio “escludere” le cose negative. Anche se vederle, a volte, mi faceva soffrire.

Tuttavia, prendere in considerazione tutte le dinamiche possibili, belle o brutte che siano, penso sia l’unico modo per prepararsi efficacemente  ad affrontare le difficoltà e la vita in generale.

Oggi ti voglio salutare così, senza ulteriori domande, ma ricordandoti che..

A volte basta solo un primo passo per cambiare il mondo,
ma per rivoluzionarlo davvero, non può restare il solo.

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Questo blog nasce dall’incontro di tre persone emigrate volontariamente in età adulta dall’Italia in Svizzera e che in questo Paese hanno realizzato esperienze diverse in vari ambiti lavorativi e culturali. 

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