Luisa Buffolino: in lotta contro gli infortuni

Luisa nasce a Pompei nell’ottobre del 1988 e cresce a Castellammare di Stabia, figlia minore di genitori napoletani. Rispetto alle famiglie tradizionali napoletane la famiglia di Luisa è piuttosto piccolina; la madre è figlia unica mentre il padre ha un fratello e una sorella, ma il fratello vive lontano. Luisa considera zii i tanti cari amici di famiglia, che sono presenti, da sempre, nella sua vita. Due figure fondamentali nell’infanzia della bambina napoletana sono i nonni materni, che vivono nella stessa casa. Il nonno, radioamatore, purtroppo morirà quando Luisa è ancora bambina, e di lui Luisa conserva un dolce ricordo: prendeva Luisa sulle sue ginocchia e la faceva parlare con gli altri amici radioamatori. La nonna è invece stata una figura estremamente importante anche nell’adolescenza di Luisa e della sorella, di tre anni maggiore. Diceva sempre alle ragazze di impegnarsi a trovare un bravo ragazzo che diventasse per loro un ottimo marito.

In realtà l’educazione che i genitori, specialmente il padre, impartiscono a Luisa e alla sorella, differisce di molto dai consigli della nonna: l’istruzione è il valore essenziale e l’obiettivo da raggiungere, perché con l’istruzione si raggiungerà l’indipendenza economica e, con essa, la libertà di scelta in ogni momento della propria vita. E’ proprio questo il consiglio che le sorelle Buffolino seguono, studiando con profitto e scegliendo, all’università, materie scientifiche. In realtà Luisa vorrebbe diventare medico e per questo tenta i test di ammissione alla facoltà di Medicina, ma purtroppo non viene selezionata; nonostante la delusione non si scoraggia e decide di iscriversi a un corso di laurea che le garantirà opportunità lavorative una volta terminati gli studi. Dopo una breve ricerca, identifica questo corso di laurea in Chimica Industriale, e comincia gli studi con entusiasmo.

Si laurea con profitto pochi anni dopo e si mette subito alla ricerca di un lavoro. Quando sta per trasferirsi nel nord Italia per uno stage, riceve una proposta di tirocinio dal sito svizzero di un’azienda chimica americana; siccome sia la sorella che il fidanzato vivono in Svizzera, dove si sono trasferiti per lavoro, la giovane decide di accettare quest’ultima offerta. Arriva in Svizzera nel febbraio 2015, nel bel mezzo di un’abbondante nevicata, e comincia a chiedersi seriamente se abbia fatto la scelta giusta: il sole e il clima di Napoli diventano presto un lontano ricordo. Il tempo comunque l’aiuta ad abituarsi e a integrarsi nel nuovo Paese.

Dopo aver terminato il tirocinio nel settore della ricerca e sviluppo, a Luisa viene proposto un lavoro a tempo indeterminato nel settore “sicurezza sul lavoro”. Pur non avendo esperienza in quel campo, decide di tentare questa nuova avventura, e scopre presto che il lavoro le piace, perché le permette di coniugare gli aspetti tecnici con le relazioni interpersonali. Impara molto di questo mestiere e accresce le sue conoscenze visitando gli impianti chimici di diversi siti europei. Qualche mese fa Luisa decide di accettare una nuova sfida: occuparsi di sicurezza sul lavoro nell’industria edilizia, il settore in cui il tasso di infortuni è particolarmente elevato. Si tratta per lei di una sfida doppia, considerato che il campo dell’edilizia è quasi esclusivamente maschile. Luisa si è resa subito conto che, per vincere questa sfida, il rispetto di tutti i lavoratori va guadagnato sul campo, con la presenza e il dialogo continui. Si è anche resa conto di quanto il gioco di squadra sia essenziale per abbattere quei pregiudizi inconsapevoli dei tanti, ancora troppi, lavoratori che credono che il settore dell’edilizia non sia adatto alle donne.

Luisa a lavoro

Luisa detesta chi le parla male della Svizzera perché questo Paese, pur non avendo il sole e il mare di Napoli, le ha dato delle opportunità che in Italia non avrebbe mai avuto, quali un lavoro importante ad appena trent’anni e anche l’opportunità di comprare una casa, casa che ha appena acquistato, assieme al marito, a Kloten.

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Questo blog nasce dall’incontro di tre persone emigrate volontariamente in età adulta dall’Italia in Svizzera e che in questo Paese hanno realizzato esperienze diverse in vari ambiti lavorativi e culturali. 

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