Ragazza, donna, altro

Oggi parliamo di donne, e lo facciamo con Bernardine Evaristo e il suo romanzo “Ragazza, donna, altro”, uscito in Inghilterra nel 2019 e pubblicato in Italia, da SUR, nel 2020, con la traduzione di Martina Testa. Il libro ha riscosso in Patria un enorme successo, tanto da vincere diversi premi prestigiosi,il più famoso dei quali è il Booker Prize. L’edizione tascabile è arrivata in testa alla classifica dei libri più venduti, ed è questo il primo caso per un’autrice di colore. La Evaristo, nata a Londra da madre inglese e padre nigeriano, ha portato, in questo e nei suoi precedenti scritti, la ricchezza della sua diversità.

Questo romanzo è un ritratto di dodici donne, che più diverse non potrebbero essere: giovani e anziane, etero, e gay, nere e di sangue misto, professioniste in carriera o impiegate in un’impresa di pulizie, matriarche di campagna e attiviste transgender. Donne le cui vite si intersecano, perché legate da rapporti di sangue, o perché colleghe di lavoro, o grazie alla scuola. Ognuna di queste protagoniste ripercorre la propria vita, fatta di quotidianità ed anche di eventi, belli o dolorosi, che cambiano la vita. Amori, nascite, morti… E violenze, sia fisiche che psicologiche, che possono essere perpetrate sia da uomini che da donne. E’ un libro che tratta in maniera esplicita il tema delle diversità, non solo di etnia, ma anche di orientamento sessuale e, a seconda delle generazioni, mette in evidenza l’accettazione o l’esclusione che certe diversità causano.

Attraverso questo romanzo si ripercorre la storia dell’emancipazione femminile in Gran Bretagna; dai racconti delle protagoniste ci si rende conto di quanto è stato fatto, e allo stesso tempo di quanto ancora c’è da fare.

Le protagoniste restano dentro, anche dopo aver terminato di leggere il libro; sembrano persone di famiglia. Due di loro ho amato in particolar modo: Carole, ragazza di successo che viene dai quartieri malfamati, che ha lottato tutta la vita per arrivare dov’è ora, che nasconde un terribile segreto che le ha cambiato la vita e che, nel suo racconto, mette in evidenza tutti i pregiudizi inconsapevoli che una giovane ragazza di colore del ventunesimo secolo, in una capitale mondiale, è costretta ad affrontare; e Megan/Morgan, uomo nato in un corpo di donna, che raggiunge la piena consapevolezza di sé grazie a Bibi, donna nata in un corpo di uomo, che diverrà il suo amore. Molto aggressiva all’inizio, Bibi le spiega cose che ancora oggi la maggior parte delle persone non comprendono: “Il prossimo che confonde transessuale con transgender, giuro che gli metto le mani addosso! L’ignoranza qui non è tollerata, amore: le persone transgender diventano transessuali solo quando arrivano alla riassegnazione chirurgica, ok?” E poi, quando l’amicizia si consolida, ma ancora non è amore: “Sai, Megan, ho imparato sulla mia pelle come vengono discriminate le donne, per questo dopo aver cambiato sesso sono diventata femminista, una femminista intersezionale, perché non si tratta solo del genere, ma anche della razza, dell’orientamento sessuale, della classe sociale e di altre intersezioni in cui ci troviamo immersi, di solito inconsapevolmente”.

Questo romanzo è un inno alla diversità e una dimostrazione di quanto l’inclusione di ogni diversità renda il mondo migliore.

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Questo blog nasce dall’incontro di tre persone emigrate volontariamente in età adulta dall’Italia in Svizzera e che in questo Paese hanno realizzato esperienze diverse in vari ambiti lavorativi e culturali. 

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