Recentemente FB mi ha segnalato un post della BBC in cui viene ricordato il fuoco che ha distrutto parte di uno tra i più famosi edifici al mondo: Notre-Dame de Paris. Era il 15 aprile del 2019. Ed era anche quello un anno elettorale per l’UE.  

Guardavo le immagini dell’incendio danneggiare “la Cattedrale” simbolo della storia francese ma anche nodo delle vicende europee. E così, mentre l’edificio religioso bruciava, mi domandavo se il tutto fosse segno premonitore di un altro crollo, quello dell’Unione Europea. Un crollo che fu contenuto dal punto di vista politico e di distribuzione di seggi. 

Mentre l’incendio danneggiava la navata della cattedrale, ho ripensato a Victor Hugo, che proprio a Notre-Dame ha pensato di far consumare il dramma del Gobbo Quasimodo e della bella Esmeralda. E poi mi sono rivista in una classe liceale, a studiare la fine dell’ancien regime: nel 1804 fu a Notre Dame che Napoleone si incoronò Imperatore, rompendo con la tradizione che vedeva i sovrani ricevere la corona nella cattedrale di Reims.

Da Notre-Dame è passata l’Europa, che non è solo un crogiuolo indistinto di persone né uno spazio di libero scambio economico e nemmeno un’idea astratta e realizzata a tavolino. L’Europa è la sua Storia. Fatta di genio, ambizioni, e lumi che illuminano le tenebre dei nazionalismi, dei fascismi, delle intolleranze e chiusure – pur troppo anch’esse parte della storia europea, anche la più attuale. 

A fronte della distruzione (contenuta) di una costruzione architettonica simbolo dell’Europa mi sono ritrovata, insomma, a ripensare al destino funesto che spetta tanto ai monumenti, campanili e costruzioni, quanto a ideali e ispirazioni, se lasciati all’incuria, all’inazione. 

Cinque anni dopo, mentre della cattedrale ci si sta prendendo cura, si può dire lo stesso dello stato dell’Unione Europea? La Costruzione del nostro secolo, ‘innalzata’ per mettere a tacere i cannoni che hanno devastato il nostro continente, e fondata sui valori di pace, rispetto, tolleranza, inclusione, è vicinissima al rischio di crollo. Il progetto europeo è trascurato e si cerca di porre un rimendio all’incuria in cui versa coprendo l’Unione con vesti che non le si addicono. Ci si immagina politiche (fiscali, economiche, green, militari, e altro ancora) ma non si discute della struttura sulla quale far calare queste politiche. Ma l’incuria – come ci insegna il fuoco di Notre-Dame a Parigi non è forse tanto pericolosa quanto la resa?