Elvetia, viaggio nel cuore dell’Europa

Qualche tempo fa avevo pensato di creare un podcast e di chiamarlo H EL V E TI A . Abitavo in Svizzera già da diversi anni – a sufficienza per prenderne la cittadinanza, se non avessi continuato a cambiare Cantone e comune di residenza, cosa che invece facevo un po’ per il piacere del nuovo e un po’ per lavoro.

Forse proprio in seguito ai continui salti di residenza, di sfondi, cromie, lingue e tradizioni, dalla verde città di San Gallo, alla centralissima Zurigo, alla tranquilla Lugano, una cosa si era fatta, per me, via via sempre meno chiara: che cosa tenesse insieme quella nazione che chiamiamo Svizzera. Insomma, sentivo che era giunto il momento di conoscere meglio il paese dove vivevo e dove crescevano i miei figli.

Helvetia, simbolo di un intero popolo – gli Elvezi appunto – e personificazione nazionale, mi sembrava un buon punto di partenza. Dopo tutto Helvetia era sempre “con me”, su quella moneta da 2 franchi che trovavo immancabilmente nel portafoglio. Di questa idea ne parlai anche con un giornalista della radiotelevisione svizzera. Mi diede qualche consiglio su come lavorare alla serie di podcast che avevo in mente. Poi non se ne face nulla.

Quindi mi ha colto piacevolmente di sorpresa scoprire la pubblicazione di Lorenzo Sganzini dal titolo “In Svizzera. Sulle tracce di Elvetia” (edito da Capelli Editore).

Un romanzo di viaggio, si legge in copertina del libro.

Una lettura “facile”, avevo pensato io. E invece no.

“In Svizzera. Sulle tracce di Elvetia” è un appassionante, denso, intenso e intimo documentario di un viaggio che parte da tre fiumi per descrivere la geografia non solo fisica ma anche identitaria dell’autore e, soprattutto, di una nazione nel suo insieme: Seguire i tre fiumi nel loro tratto svizzero per iniziare a districare la complessa matassa della mia identità. Questa l’idea, almeno per la partenza. Il resto, poi, si vedrà – scrive in apertura di romanzo Sganzini, la cui esplorazione della Svizzera inizia presso il Piz Lunghin in Engadina. Da lì si diramano tre fiumi, appunto, che arrivano in tre mari: la Meira che finisce nell’Adda e nell’Adriatico; il Reno che si riversa nel mare del Nord e l’Inn che attraverso il Danubio sfocia nel Mar Nero.

Lorenzo Sganzini, con la moglie che lo accompagna nel viaggio, descrive città, montagne, laghi e piccoli centri abitati, miti e storie che sono il simbolo della Svizzera; racconta di luoghi e persone che forse non dicono un gran ché al turista che transita un po’ per caso da quelle parti, ma che invece sono importanti per chi cerca l’essenza elvetica: il Cervino e il Grütli, Guglielmo Tell….

“In Svizzera. Sulle tracce di Elvetia” non è uno di quei libri che si leggono tutto d’un fiato. Lenta è la narrazione come lo è l’avanzare a piedi di chi scrive. Solo lentamente ci si appropria del paesaggio, la storia, le persone che si incontrano, fisicamente o storicamente, nel tragitto di Sganzini. E solo con lentezza, passo dopo passo, si arriva a cogliere cosa sia l’identità elvetica.

Eppure, quello scritto da Sganzini è un libro che non tocca solo chi “si muove” tra i cantoni elvetici e si perde a osservare le bellezze che si palesano dinanzi agli occhi. Le parole che riempiono “In Svizzera. Sulle tracce di Elvetia” risuonano nell’animo di chi guarda alla Svizzera da lontano, dal di fuori dei suoi confini, dall’Europa. Così scrive l’autore stesso del libro, riferendosi a Colombano, il santo europeo che nel suo tragitto verso Roma transitò nel cuore geografico del continente: egli, Colombano, “si ferma e ad alta voce scandisce, allargando le braccia, le due parole con le quali per primo enunciò l’idea di un’Europa culturalmente unitaria: Totius Europae, “Tutta l’Europa”.

 

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Questo blog nasce dall’incontro di tre persone emigrate volontariamente in età adulta dall’Italia in Svizzera e che in questo Paese hanno realizzato esperienze diverse in vari ambiti lavorativi e culturali. 

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