Le anziane svizzere in lotta per il clima

La lotta contro il riscaldamento climatico non è una questione che riguarda solo i giovani, come dimostrano la costituzione e le iniziative del gruppo Anziane per il clima della Svizzera; le rappresentanti delle donne elvetiche sono state ricevute in udienza il 23 marzo scorso presso la Gran Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo.

L’Associazione, rappresentata nelle tre principali aree linguistiche del Paese, si è costituita come gruppo di “persone con interesse degno di protezione” proprio per portare avanti in forma collettiva la propria azione legale.

Attualmente il gruppo annovera circa 2300 iscritte a partire dai 64 anni di età.

Le donne anziane, soprattutto a partire dai 75 anni di età, risultano, sulla base di numerosi studi scientifici, la parte di popolazione più colpita dalle ricorrenti ondate di calore conseguenti al riscaldamento climatico.

Nella fase iniziale della sua attività, nel 2016, l’associazione inviò un’istanza alle competenti autorità federali per chiedere un rafforzamento dei provvedimenti a livello nazionale di contrasto al riscaldamento climatico, coerentemente con il rispetto, da parte della Svizzera, degli impegni presi nella Conferenza sul clima di Parigi nell’anno precedente. Questa richiesta si basava sul diritto alla vita e alla salute che lo Stato deve garantire nel rispetto degli accordi internazionali.

Le autorità federali respinsero l’istanza con motivazioni formali mentre successivamente il Tribunale amministrativo dichiarò che essa non poteva essere accolta in quanto il gruppo che la inoltrava non rappresentava un interesse specifico degno di protezione in quanto il riscaldamento climatico interessa tutta l’umanità.

Nel 2020 anche il Tribunale federale respinse il ricorso presentato dalle Anziane per il clima in sostenendo che il gruppo di interesse da esse rappresentate non sarebbe al momento colpito in modo particolarmente intenso dal cambiamento climatico; inoltre, secondo lo stesso tribunale, il governo federale ha ancora tutto il tempo per adottare provvedimenti conformi agli accordi di Parigi.

Quest’ultima presa di posizione appariva arretrata rispetto alla posizione presa dall’analogo tribunale olandese che aveva invece invitato il proprio governo, in nome della salvaguardia della salute pubblica, a misure più efficaci di riduzione delle emissioni a effetto serra.

In seguito, il gruppo elvetico si è concentrato sulla preparazione di un’istanza alla Corte europea dei diritti dell’uomo, nella consapevolezza che un eventuale sentenza favorevole da parte di quest’ultima istituzione rappresenterebbe una pietra miliare nell’ambito della lotta al riscaldamento climatico. Oltretutto, la Corte di Strasburgo si sta occupando di altre due istanze in materia di clima e eventuali pronunciamenti favorevoli ai ricorrenti potrebbero contribuire a determinare un nuovo standard a cui tutti gli stati europei dovrebbero attenersi, Se infatti la Corte di Strasburgo si è già espressa in diverse occasioni a favore del diritto alla salute dei cittadini europei, questo principio non è mai stato applicato ai provvedimenti riguardanti le politiche climatiche. L’azione legale in sede europea e l’azione politica ad essa collegata sono finanziariamente e politicamente sostenute da Greenpeace.

Dopo che le parti in causa hanno espresso le loro motivazioni, il tribunale ha dato il via libera all’ammissibilità della causa legale del gruppo svizzero a cui ha fatto seguito l’udienza del marzo scorso, fatto questo che, in attesa di una sentenza, rappresenta già di per sé un fatto nuovo e un successo.

A chi fa notare con un certo cinismo come le anziane attiviste, data la loro età non dovrebbero essere   poi tanto preoccupate per il  futuro, arriva come risposta l’esigenza anche da parte di persone anziane di vivere in modo sereno e in salute il tratto finale della propria esistenza.

A questo va aggiunto come sia significativo il fatto che proprio le generazioni più anziane sentano forte anche il desiderio di lasciare ai loro nipoti un mondo vivibile e che questa sensibilità sia particolarmente viva in ambito femminile. Questo impegno civico di donne anziane è del resto diffuso nel mondo germanofono, come dimostra l’esperienza partita dall’Austria e diffusa anche in Germania delle Nonne contro la destra. https://sconfinamenti.info/?s=Omas

 

 

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