Buongiorno 🙂
Come stai? Dormito bene stanotte? O hai passato l’intera nottata a rigirarti nel letto cercando di rispondere alle domande che ti ho fatto settimana scorsa? Chiedendoti “quali vantaggi hai avuto, dagli insuccessi che hai sperimentato nella vita?”
Lo andiamo a vedere oggi con questa nuova s-malattia, che ho chiamato “Pulce”.
Innanzitutto definiamo cosa significa “insuccesso”.
Ho guardato su Google e dal link che trovate qui, potete leggere la seguente definizione: Esito negativo, spec. in seguito a un giudizio nettamente sfavorevole o all’indifferenza generale.
Ma siamo sicuri che sia proprio così?
Premetto che non voglio mettermi a disquisire su personaggi importanti, appartenenti al panorama pubblico.
Quindi a tal proposito ho deciso di utilizzare i personaggi di una favola molto popolare dei fratelli Grimm nella sua versione originale.
Cenerentola fa proprio al caso nostro per capire meglio quest’altro punto di vista. Vediamo la matrigna. Lei, voleva a tutti i costi, che una delle due figlie sposasse il principe. Cosa molto comprensibile. Quale madre non si augura il meglio per i propri pargoli? Come biasimarla, quando ha chiesto alle figlie di tagliarsi una parte del piede, per infilarsi la scarpetta e sposare il principe? Come possiamo criticare una donna, che fa di tutto per impedire, alla bellissima figliastra, di avere la meglio sulle sue figlie? In fondo, se veniamo già da una condizione agiata, non facciamo di tutto per mantenerla o per migliorarla? Non speriamo che il fato, ci aiuti contro i nostri avversari? Non aspiriamo forse tutti a essere scelti? Ovviamente queste domande sono volutamente provocatorie…
Tuttavia, siamo proprio sicuri che la “vera cattiva” non fosse Cenerentola?
Guardiamola più da vicino… Cenerentola faceva da sguattera, alla matrigna e alle sorellastre. Era sempre ubbidiente e cortese, anche quando veniva trattata ingiustamente. Con la sua bontà d’animo, riuscì a fare amicizia con gli animaletti del bosco, fedeli creature alate che sono corse in suo aiuto, per sbrigare le faccende di casa e smascherare le sorellastre. La giovane, nei momenti di forte difficoltà, andava a piangere sulla tomba della madre e l’albero, che aveva piantato anni prima, esaudiva sempre i suoi desideri.
Che persona tremenda giusto? 😉
Terribile certo. Assolutamente pericolosa. Perché nelle difficoltà, era sempre ben disposta a “chiedersi” quel qualcosa in più,imparando così a sviluppare risorse che, altrimenti, non avrebbe avuto.

Prova a immaginare come sarebbero andate le cose se la matrigna non si fosse intromessa. permettendo così alle tre giovani di crescere e confrontarsi equamente.
Non credi che anche le figliastre, avrebbero potuto apprendere i modi gentili di Cenerentola? Senza la matrigna, quest’ultima, avrebbe comunque fatto amicizia con gli animali del bosco? Sarebbe andata lo stesso, a piantare l’albero sulla tomba della madre? Lo avrebbe ugualmente annaffiato con le sue lacrime? Avrebbe ricevuto in dono i tre bellissimi abiti?
Non credo proprio.
Sarebbe andata alla festa normalmente con le sue sorellastre. Non sarebbe arrivata per ultima al ballo e non avrebbe perso la sua scarpetta. Ma secondo te, se non fosse stata così diversa, il principe l’avrebbe notata? Forse sì, forse no. Ma questo non è importante.
Ciò su cui vorrei ti concentrassi, invece, è il fatto che a volte, è proprio chi ci mette i bastoni tra le ruote, che ci offre la migliore occasione di crescita nella nostra vita.
Parliamoci chiaro, ciò non significa che sia facile da digerire, o piacevole.
Dico solo che, finché ci soffermeremo a lagnarci del problema o dell’imprevisto,non potremo mai scoprire e attingere a nuove risorse. Che probabilmente non sapevamo nemmeno di avere.
Come dico sempre, non è chi ti dà una carezza che ti vuole bene, come non è quello che ti mette in difficoltà che ti vuole male.
Certo, impegnarci oltre i nostri limiti, uscire dalla comfort zone, non è facile, ovvio.
Detto tra noi, è molto più comprensibile il pensiero della matrigna: “Faccio sposare le mie figlie e mi libero della concorrenza.”
Massimo risultato con il minimo sforzo.
Ma non è forse quello che cerchiamo costantemente tutti? La formula magica, la strategia, per poter cambiare, la nostra vita? Oggi più che mai ringrazio quei meravigliosi “cattivi” delle nostre favole. Uncino, il lupo cattivo, la strega, il drago ecc. Da loro ho imparato ciò che ho rischiato di diventare, se avessi continuato a vivere cercando le scorciatoie. Mentre dai miei eroi ho imparato che dando il massimo, cadendo, riprovando, migliorando e diventando una persona migliore, avrei potuto vivere la mia favola.
Ma a occhi aperti.
A oggi non sono arrivata a destinazione.
Ma ogni giorno, faccio qualcosa per avvicinarmi sempre di più al mio obiettivo.
Come capire se ci stiamo avvicinando o meno alla meta? Ottima domanda.
Eh sì, ottima intuizione.
Lo vedremo insieme nella prossima s-malattia.
Un’ ultima cosa.
So che ti starai chiedendo perché ho scelto il nome “Pulce” per questa s-malattia.
Tanto per cominciare, le pulci si possono addestrare. Queste piccole creature, per loro natura, possono fare salti e raggiungere un altezza 70 volte superiore alla propria. Gli addestratori le inseriscono in un barattolo di vetro, che chiudono con il coperchio. La pulce, dopo aver sbattuto il capo più volte, calibra il salto e non supera più il limite.
Per farle tornare a saltare come prima, allora, l’addestratore toglie il tappo e riscalda il fondo del barattolo. Inizialmente la pulce continua a controllarsi. Finché il calore non si fa così insopportabile, che l’animale tenta un salto più alto. Inaspettatamente, invece di trovare il coperchio, questa volta trova la libertà. A questo punto l’addestratore, rimette la pulce in un barattolo a temperatura ambiente con il suo bel coperchio. La cosa straordinaria di questi animali, è che dopo 10, 100 salti calibrati, ne fanno uno più alto. Perché la pulce ha appreso che quel tappo, potrebbe esserci o non esserci.
Ti invito sempre a fare come la pulce.
OSA.
Metti in discussione i tuoi limiti. Specie quelli che, se sei onesto, ne converrai con me, per la maggior parte delle volte, ti sei creato da solo.
Ti abbraccio forte e ti invito a leggere il prossimo articolo.
Ricordati sempre che…
A volte basta solo un primo passo per cambiare il mondo,
ma per rivoluzionarlo davvero, non può restare il solo.