Lista delle S-malattie consigliate #35: Togliere

Buongiorno come stai?

Oggi ti voglio raccontare di un’altra s-malattia e ho deciso di chiamarla togliere.

Si, togliere.

Togliere i vestiti.
Togliere la maschera.
Togliere ciò che è in esubero e non serve.
Togliere la paura.

Insomma, togliere.

Al mio rientro da un corso di formazione come coach, mi sono resa conto, che non era la quantità d’informazioni e strategie che potevo elargire, a fare di me una brava mentore.

Era invece decisiva la mia capacità nel capire cosa realmente poteva essere efficace e cosa no.

Ho tolto la mia paura di non essere abbastanza e ho fatto spazio a qualcosa di più importante. Ho ascoltato i desideri e le difficoltà delle persone che avevo davanti.

Ho messo in dubbio quelle certezze che le avevano limitate fino a quel momento e ho aperto la strada a nuove possibilità.

Ho tolto le risposte e fatto domande, per favorire, ciò che avrebbe fatto davvero la differenza, per quella persona.

Potete capire cosa intendo per “fare la differenza” rileggendo questo articolo e ascoltando, la storia che c’è allegata alla fine.

Ora arriva la domanda interessante…

Ok Ilaria, ho capito, ma come faccio io a togliere? Mi sembra che non basti mai, di non saperne mai a sufficienza, di non essere mai all’altezza della situazione.

Allora qui ti rispondo:  in primo luogo, benvenuto nel club. 

Avere ampie ambizioni, più di ogni altra cosa, mi ha portato a sentirmi nella medesima maniera, più e più e più volte. 

Nello stesso tempo, mi ricordo ciò che mi invitava a fare Laura. “Dillo con una sola parola” Mi i esortava, per impedirmi di perdermi in mille e prolisse spiegazioni, del tutto inutili a raggiungere l’obiettivo.

Questo mi ha permesso di avere molta più chiarezza.

Sentire cosa fosse realmente importante per me.  mi ha “costretto” in qualche modo, a DECIDERE. Una volta capita l’essenza, il resto è storia.

Da quel momento in poi, sapevo che ero totalmente capace di gestire la situazione.
Più efficace e meno volubile. Il che mi ha reso, anche molto più produttiva.

Mi ha insegnato a isolare il rumore dei miei pensieri, per dare una voce, chiara e forte, ai miei obiettivi.

Non sempre il troppo, aiuta ad arrivare dove vogliamo, anzi.

Non ti è mai capitato nella vita, di aver udito una parola, oppure visto un video, una foto, un frammento di realtà, e che quell’unico pezzo, mettesse in ordine, tutto il quadro della situazione?

A volte sono davvero pochi e piccolissimi i passi che possono cambiare un’intera esistenza.

William James sosteneva

“Se puoi cambiare ideapuoi cambiare la tua vita”

Quindi, cosa realmente ci separa, dal fare questa serie di piccoli minuscoli passi?

Onestamente, detto tra me e te, non ho risposta a questa domanda e nemmeno voglio trovarne una. 

Preferisco di gran lunga, vedere cosa realmente può avvenire, quando questi passi, vengono fatti.

Non a caso, mi piace salutarti ogni volta dicendoti che…

A volte basta solo un primo passo per cambiare il mondo,

ma per rivoluzionarlo davvero, non può restare il solo.

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Questo blog nasce dall’incontro di tre persone emigrate volontariamente in età adulta dall’Italia in Svizzera e che in questo Paese hanno realizzato esperienze diverse in vari ambiti lavorativi e culturali. 

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