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Diamo ai bambini di Gaza un posto nelle nostre strade

C’è qualcosa di meravigliosamente semplice nel dare un nome a una strada, a una piazza o a un giardino pubblico: non costa quasi nulla. Certo, non mette fine a una guerra. Non sfama un bambino affamato né ricostruisce una scuola distrutta. Eppure fa qualcosa di cui le società democratiche hanno disperatamente bisogno: dice, in un luogo che tutti possono vedere, che noi ricorderemo. È per questo che alcune città italiane e comunità in Europa hanno iniziato a dedicare spazi pubblici ai bambini di Gaza. Il gesto ha però suscitato polemiche in alcuni luoghi. Ad esempio, in Italia, nel piccolo comune di Pontenure, nella

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Intersezioni

A Petriolo si impara a riabitare il mondo

Sono su un treno che sfreccia verso nord, fuori si susseguono spiagge di sabbia chiara con i tipici frangiflutti di pietra che appiattiscono il mare facendolo raggiungere la riva placido come un lago. Sporadici ombrelloni con pensionati abbronzati che fissano l’orizzonte su sedioline da campeggio svelano una fine estate che non si arrende. A caldo, ancora in trambusto, voglio raccontare di un luogo e delle sue persone che, in un fine settimana strappato ai ritmi frenetici della quotidianità, mi hanno aperto la porta di casa con una premura e un calore antico.  Petriolo è un piccolo borgo nell’entroterra marchigiano, tra il mare e i

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Corrispondenze

Gelato criminale: una storia di riciclaggio

A prima vista è solo un ristorante. Una pizzeria di provincia, una gelateria lungo una strada commerciale, un bar vicino a una stazione. Tavoli apparecchiati, frigoriferi pieni, clienti che entrano ed escono, fornitori che consegnano merci. È l’immagine più ordinaria possibile dell’economia europea. Ed è proprio questa normalità a rendere il settore interessante per la criminalità organizzata. Nell’agosto 2026, un’inchiesta della Süddeutsche Zeitung ha riportato al centro dell’attenzione le condizioni di lavoro di alcuni stagionali brasiliani impiegati nelle gelaterie italiane in Germania. Le testimonianze raccolte dal settimanale descrivono giornate di lavoro molto lunghe e condizioni che alcuni lavoratori hanno definito assimilabili alla schiavitù. È una

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Questo blog nasce nel febbraio del 2021 dall’incontro di persone emigrate volontariamente in età adulta dall’Italia in Svizzera e che in questo Paese hanno realizzato esperienze diverse in vari ambiti lavorativi e culturali. 

 

Ci anima la volontà, a partire dai nostri interessi e dalle nostre conoscenze, di valorizzare positivamente tutto ciò che rende ricca e interessante l’esistenza e per questo riteniamo indispensabile sconfinare, andare oltre i confini entro i quali nascono i muri dei pregiudizi e dei luoghi comuni che dividono le nazioni, le etnie, i generi e gli orientamenti sessuali. 

In questo senso il nostro blog va controcorrente rispetto all’aria di chiusura che si respira un po’ ovunque.

 

Non partiamo da un programma rigidamente predefinito ma da un’ispirazione e da esigenze di fondo che in qualche modo ci indirizzano, almeno in partenza, verso alcune tematiche, con il chiaro intento di allargare progressivamente il nostro orizzonte insieme a chi vorrà darci una mano con i propri testi e con i propri commenti; a loro non chiederemo mai di condividere in tutto e per tutto le idee che via via ciascuno di noi esporrà ma di essere in sintonia con lo spirito che ci anima.

 

REDAZIONE

Valeria Camia 

Alice Malerba

Alessandro Vaccari

 

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