
Diamo ai bambini di Gaza un posto nelle nostre strade
C’è qualcosa di meravigliosamente semplice nel dare un nome a una strada, a una piazza o a un giardino pubblico: non costa quasi nulla. Certo, non mette fine a una guerra. Non sfama un bambino affamato né ricostruisce una scuola distrutta. Eppure fa qualcosa di cui le società democratiche hanno disperatamente bisogno: dice, in un luogo che tutti possono vedere, che noi ricorderemo. È per questo che alcune città italiane e comunità in Europa hanno iniziato a dedicare spazi pubblici ai bambini di Gaza. Il gesto ha però suscitato polemiche in alcuni luoghi. Ad esempio, in Italia, nel piccolo comune di Pontenure, nella









