Sapevate che l’acqua in Belgio è tra le più inquinate?

Le falde acquifere della Vallonia sono contaminate da nitrati e pesticidi. Una brutta notizia per gli abitanti, visto che circa l’80% dell’acqua potabile della regione proviene da queste falde acquifere; ma il Belgio è maglia nera anche per l’inquinamento delle acque fluviali. E io, per la prima volta dopo quasi 15 anni, mi ritrovo ad acquistare acqua minerale naturale al supermercato, con costi e spreco di plastica ai quali non ero più abituata. Mentre il mio cane ha smesso di andare a fare il bagno al fiume.

Lasciare un posto che si è amato comporta una spesso difficile separazione da persone, luoghi e abitudini di cui ci siamo circondati e che ci facevano stare bene. Succede a tutti, è successo anche a me. Della Svizzera sento già la mancanza. Mi manca, tra le varie cose, persino il sapore dell’acqua. Che gusto abbia l’acqua delle alpi elvetiche difficile spiegarlo, per chi non l’ha mai provata. Ad ogni modo, l’acqua svizzera, quella che esce aprendo il rubinetto di casa intendo, è buona, dissetante. Leggera. Esattamente il contrario dell’acqua del Belgio – Paese che pure ha tanti angoli incantevoli, persone straordinarie e diversi aspetti invidiabili, ma l’acqua del rubinetto no! Così per la prima volta dopo quasi 15 anni, mi ritrovo ad acquistare acqua minerale naturale al supermercato, con costi e spreco di plastica ai quali non ero più abituata.

Sarò esagerata? Sia quel che sia, devo ringraziare questa mia “fissazione” riguardante l’eccellenza dell’acqua elvetica, dopo aver letto, come riporta il quotidiano belga l’Avenir, che in Wallonia l’inquinamento delle falde acquifere desta molta preoccupazione. 

Un recente studio, che ha preso in esame 34 falde nella regione belga, ha rilevato infatti alti livelli di sostanze sostanze tossiche in 13 falde. Tra il 2014 e il 2019, il 41% dei corpi idrici non ha raggiunto un “buono stato chimico”, come si legge nel rapporto.

I dati sono preoccupanti, dato che l’80% dell’acqua potabile della regione proviene proprio da queste falde acquifere, e la Société Publique de Gestion de l’Eau della Wallonia è decisa a richiedere ora una precisa misurazione del contenuto di azoto dei fertilizzanti sparsi nei campi per evitare un inquinamento eccessivo. Già perché attualmente la maggior parte degli agricoltori della regione si limita a stimare il contenuto di nitrati nei propri campi utilizzando il volume totale del fertilizzante, piuttosto che il peso, ma poiché la massa totale del fertilizzante può variare notevolmente e il contenuto di azoto è spesso diverso tra i vari lotti, è stato riscontrato – si legge nell’articolo –  che gli agricoltori spargono fino a 40 tonnellate di concime pensando si usarne solo 20!

Oltre ad essere confrontato con l’inquinamento delle falde acquifere, il Belgio deve fare i conti con un’altra situazione critica, quella che riguarda l’inquinamento della acque fluviali. Secondo un rapporto dell’ONU, il problema dell’acqua potabile in Belgio è uno dei più critici in Europa e nel Paese i livelli di fosfati nei fiumi, con oltre 0,2 mg per litro, sono quasi quattro volte superiori alla media dell’UE e peggio del Belgio sono messi solo Bulgaria e Malta (qui per maggiori informazioni).

E così, a un mese o poco più dal mio arrivo in Belgio, posso dire di aver iniziato a bere solo acqua in bottiglia e smesso di portare il mio cane a fare il bagno nel fiume..

(Per il resto, va tutto alla grande!)

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Questo blog nasce dall’incontro di tre persone emigrate volontariamente in età adulta dall’Italia in Svizzera e che in questo Paese hanno realizzato esperienze diverse in vari ambiti lavorativi e culturali. 

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