Nel 2020, la Strategia per la mobilità sostenibile e intelligente della Commissione europea si è fissata l’obiettivo di raddoppiare il numero di viaggi in treno ad alta velocità entro il 2030 e di raddoppiare il traffico merci su rotaia entro il 2050. 

Il 2021 è stato l’Anno europeo delle ferrovie, un anno durante il quale gli Stati membri, la Commissione e il settore ferroviario non hanno mancato di promuovere l’importanza di potenziare i collegamenti transfrontalieri, ad esempio, l’attuazione del quarto pacchetto ferroviario e l’apertura dei mercati ferroviari alla concorrenza per meglio rispondere alle esigenze degli utenti e migliorare la qualità dei servizi e del rapporto costi-efficacia. 

Lo scorso luglio, quindi nel 2023, la Commissione europea ha presentato un’iniziativa che prevede misure volte a migliorare la gestione, il coordinamento e quindi l’aumento della capacità del trasporto su rotaie: “Questa proposta è un’azione chiave del Green Deal europeo e della Strategia per la mobilità sostenibile e intelligente. Il suo obiettivo principale è quello di definire un quadro che consenta di gestire in modo più efficiente la capacità e il traffico dell’infrastruttura ferroviaria, migliorando così la qualità dei servizi e accogliendo un maggior traffico sulla rete ferroviaria. Il raggiungimento di questo obiettivo è fondamentale per garantire che il settore dei trasporti contribuisca alla decarbonizzazione“.

Queste proposte sono tutte volte a contenere quello che è stato il trend degli ultimi decenni? Secondo un nuovo studio tedesco condotto da Wuppertal Institute e T3 Transportation e che ha riguardato i paesi UE più Norvegia, Svizzera e Regno Unito:

E’ lecito chiedersi che punto siamo? 

(Anche benchè vari studi mettono in luce come il trasferimento di persone e merci su rotaia sia un mezzo per ridurre rapidamente l’impronta di carbonio dell’Europa: il trasporto su strada è responsabile di circa il 72% delle emissioni dei trasporti europei, mentre la ferrovia costituisce meno dell’1%…)