In tutte le società occidentali i temi relativi alla sicurezza dei cittadini e dell’ordine pubblico in generale offrono all’estrema destra di ciascun Paese l’occasione per raccogliere un facile consenso basato sulla paura.
Viviamo in società in cui crescono le diseguaglianze che, unite alle crisi e alle incertezze geopolitiche, producono in ampi stati della popolazione un senso di crescente precarietà che genera paura. Soprattutto nelle realtà urbane l’insicurezza è accresciuta da un oggettivo incremento della criminalità che anche nei suoi aspetti meno pericolosi ma diffusi è vissuta dai cittadini come un pericolo costante per la sicurezza personale,
Le forze progressiste da parte loro non sono in genere in grado di contrastare in modo efficace la deriva securitaria cavalcata dalla destra e finiscono talvolta per minimizzare il problema o per inseguire la destra sul suo stesso terreno finendo per legittimarne le scelte . Per rovesciare questo andazzo e non lasciare il campo libero alle destre che oltretutto non sono in grado di affrontare i problemi alla radice per risolverli veramente è necessario innanzitutto conoscere e analizzare concretamente la realtà per mettere in atto soluzioni diverse ed efficaci.
Giunge a proposito un contributo che, pur riferito specificamente alla realtà italiana, offre spunti di riflessione che vanno al di là dei confini della Penisola.
https://www.feltrinellieditore.it/opera/contro-la-paura
Gli autori di questo saggio passano in rassegna i provvedimenti in materia di sicurezza dell’attuale governo di destra al potere In Italia ormai da quattro anni e ne dimostrano il carattere propagandistico oltre alla sostanziale inefficacia, ammessa dalla stessa Presidente del Consiglio nella conferenza stampa di inizio anno.
Franco Gabrielli, uno degli autori ha una vasta esperienza avendo ricoperto durante la carriera i più importanti incarichi in vari settori relativi alla sicurezza e all’ordine pubblico e aver avuto anche incarichi di governo in questo ambito. Carlo Bonini, giornalista e saggista è noto al grande pubblico in quanto autore di Acab e di Suburra.
La sicurezza nelle città dove il problema è più impellente non si può limitare alla pur necessaria prevenzione e repressione dei comportamenti illegali ma deve comprendere anche la progettazione, il presidio e la regolazione degli spazi in cui le persone si muovono. Uno spazio trasandato e abbandonato non solo trasmette un senso di insicurezza ma offre i presupposti per essere occupato per attività illecite e minacciose.
Un altro aspetto della sicurezza riguarda la vivibilità complessiva dell’ambiente urbano che implica la possibilità di usufruire di abitazioni dignitose e a prezzi abbordabili per tutti, di servizi efficienti, di opportunità di lavoro e di socialità. Si aprono in questo modo prospettive di intervento che dovrebbero essere congeniali a forze progressiste per offrire una vera alternativa fondata sulla fiducia dei cittadini verso le istituzioni piuttosto che sulla paura.
Anche la gestione dell’ordine pubblico nel corso di manifestazioni di piazza deve essere in grado di coniugare il rispetto della legalità democratica con la libertà di espressione e di manifestazione. Questo importante aspetto non può essere affrontato solo dal punto di vista repressivo nella direzione praticata dal governo Meloni ma deve implicare, nell’ambito delle rispettive competenze e responsabilità, il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati.
Gli autori toccano molti altri temi riguardanti la sicurezza, fra cui la gestione del sistema carcerario, le cui gravi criticità sono affrontate demagogicamente dalla destra al potere solo sotto l’aspetto del carattere punitivo della reclusione a scapito della sua funzione riabilitativa che occorre invece rafforzare. Un accenno è dedicato anche alla necessità di una migliore gestione dei fenomeni migratori, altro terreno prediletto delle speculazioni politiche della destra.
Molte delle critiche degli autori non sono rivolte solo alle attuali politiche della destra al potere ma investono in gran parte responsabilità dell’intera classe politica per cui la necessaria svolta politica, di cui il Paese ha bisogno, passa anche per un’autocritica delle forse progressiste che rinunciando, anche quando hanno avuto responsabilità di governo, a perseguire in modo coerente politiche sociali inclusive e di lotta alle diseguaglianze hanno aperto la strada alla demagogia del populismo di destra.
Le tematiche della sicurezza e dell’ordine pubblico svolgeranno un ruolo fondamentale nella prossima campagna elettorale nazionale per cui uno schieramento che voglia realmente delineare un’alternativa all’attuale governo deve definire da subito in modo chiaro i propri obiettivi programmatici anche su questo terreno. Non sarà facile creare consenso con proposte che alla lunga offrono davvero la possibilità di risolvere i problemi sul tappeto ma che hanno bisogno di tempo per affermarsi mentre la demagogia securitaria della destra continuerà a presentare le proprie illusorie proposte come più efficaci e più immediate nonostante i fallimenti della legislatura in corso.


