La prima impressione è quella di entrare in un vasto parco dove molti trascorrono il loro tempo libero all’aria aperta in un grande polmone verde posto in un’area semicentrale della città.

Dopo un po’ ci si accorge che il parco ospita il cimitero di Sihlfeld, il più grande di Zurigo, che fu inaugurato, come primo luogo non confessionale di sepoltura della città, nel 1877. Nel 1889 ospitò il primo crematorio di tutta la Svizzera rimasto in funzione fino al 1915 quando fu sostituito da un nuovo crematorio a sua volta attivo fino al 1992. Entrambi i crematori dismessi vengono oggi utilizzati per celebrare le esequie dei defunti.

Nel corso degli anni la sua superficie è stata estesa fino al 1964 in cui raggiunse le dimensioni attuali; a partire dal 1958 una superficie progressivamente crescente è stata dichiarata zona verde aperta al pubblico. Il parco che ospita il cimitero costituisce nel suo insieme, anche tenendo conto del suo sviluppo e delle sue trasformazioni nel corso del tempo, un’importante testimonianza storica, architettonica, ma anche di tecniche del giardinaggio e di trasformazione della cultura cimiteriale; per questo dal 1997 è considerata zona protetta.

Nel cimitero rimangono libere, a Zurigo come in molti cimiteri svizzeri, crescenti superfici verdi; attualmente il 90% dei defunti vengono cremati il che consente un notevole risparmio di spazio anche perché buona parte delle urne viene deposta in una fossa comune o riconsegnata ai congiunti.  La pratica della cremazione è dunque divenute nettamente prevalente, affermandosi anche all’interno delle stesse confessioni religiose che un tempo la respingevano. Nella parte storica del cimitero si trova   la tomba   di Gottfried Keller, uno dei massimi esponenti della letteratura svizzera, morto nel 1890, che fu fra i primi a scegliere di essere cremato. In questo settore del cimitero è sepolto anche August Bebel, che nel 1869 fu fra i fondatori del Partito socialdemocratico tedesco e fu anche un convinto fautore dell’emancipazione femminile. Qui riposa anche Emilie Lieberherr, una nota personalità politica svizzera in prima fila per i diritti delle donne e in particolare per la conquista del loro diritto al voto. Pochi metri più in là riposa invece Johanna Spyri, nota in tutto il mondo per aver creato nel 1880 il personaggio letterario di Heidi che ha conosciuto traduzioni in oltre settanta lingue oltre a ispirare trasposizioni cinematografiche e la popolarissima serie di cartoni animati di produzione giapponese. In un altro settore del cimitero troviamo anche il vero e proprio monumento funebre di Henry Dunant che nel 1863 fondò la Croce Rossa.

Dal 1929 il cimitero ospita anche un monumento funebre con i nomi di 672 caduti tedeschi della Prima Guerra mondiale che al momento dello scoppio della guerra risiedevano a Zurigo, a cui ogni anno l’ambasciatore tedesco in Svizzera rende omaggio con la deposizione di una corona; nel 1910 i cittadini tedeschi costituivano il 20% della popolazione della città.

Attualmente solo il 20% della superficie del cimitero è occupato da sepolture mentre una superficie pari a 22,5 ettari è costituita da prati e da viali alberati.   Non meraviglia perciò che molti utilizzino questo vero e proprio parco cittadino per le varie attività del tempo libero all’aperto, fatto di per sé accettato e anzi incoraggiato, anche se una serie di cartelli impongono delle limitazioni e raccomandano il rispetto dovuto al luogo.

Fino a poco tempo fa il parco rimaneva aperto anche di notte, poi, per   una serie di fatti spiacevoli, dal 2022 una una petizione degli abitanti della zona ne reclamò  con successo  la chiusura notturna. 

Una parte delle superfici verdi che rimangono libere, opportunamente curate,  costituiscono  un ambiente prezioso per lo sviluppo della biodiversità.

Questo parco-cimitero si inserisce in una tradizione già viva nel mondo anglosassone   ma che conobbe il massimo splendore nel XIX secolo come testimoniano ad esempio i sette cimiteri giardino che sorsero nella città di Londra.

L’editto napoleonico di Saint Cloud del 1804, imponendo per motivi igienici lo spostamento dei cimiteri al di fuori delle mura cittadine, favorì il loro sviluppo in aree verdi.

Ugo Foscolo, che pure nel carme Dei sepolcri stigmatizzò l’editto i quanto imponeva l’anonimato dei sepolti, mostrò  d’altra parte apprezzamento per i parchi cimiteriali inglesi dove “le britanne vergini” potevano ricordare i loro morti e dove è possibile vivere quella “corrispondenza d’amorosi sensi” illusoria ma importante per conservare la memoria come momento fondante della nostra civiltà.

La stessa città di Zurigo conosce anche altrove la concezione del cimitero- giardino, di cui è un bellissimo esempio il cimitero di Fluntern, di origine coeva a quello di Sihlfeld; sorge su una piccola altura che sovrasta la città, ai margini di una  vasta zona boschiva e ospita fra l’altro le tombe di James Joyce ed Elia Canetti.

In questo modo   i parchi cimiteriali riescono a creare per il visitatore un’atmosfera di riflessiva serenità, dove    il necessario rispetto per i defunti può convivere con il flusso della vita che continua.

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