Frontex è l’Agenzia dell’Unione europea incaricata di gestire il controllo delle frontiere esterne dell’Unione stessa e dei Paesi dello Spazio Schengen, attraverso l’impiego di mezzi e personale propri e del coordinamento di mezzi e personale dipendenti dai Paesi finanziatori
L’Agenzia gestisce fondi elargiti da tutti i Paesi aderenti che nel corso degli anni hanno conosciuto un incremento addirittura del 7000%, passando dai 6 milioni di euro del 2006 ai 5,6 miliardi stanziati per il periodo 2021/2027. Questi stanziamenti servono per retribuire un corpo permanenti o di 10.000 guardie di frontiera e per i costi del rimpatrio dei migranti cosiddetti irregolari oltre che per il rafforzamento dei sistemi di sorveglianza.
Frontex è stata più volte accusata di contribuire a respingimenti illegali di migranti con metodi contrari ai diritti umani e alle norme europee. Per respingimenti illegali si intende l’allontanamento forzato e collettivo di migranti e richiedenti asilo dalle frontiere di competenza di Frontex, ai quali viene negato il diritto individuale di presentare domanda di asilo o di protezione internazionale. Spesso, inoltre, il respingimento viene attuato con metodi violenti verso Paesi che non garantiscono l’incolumità delle persone respinte.
Nel 2020 un’inchiesta del New York Timesha rivelato la complicità di Frontex, confermata dalle testimonianze di alcuni funzionari dell’Agenzia, nel respingimento illegale da parte delle autorità greche verso la Turchia. Nel 2021 l’Ong Sea Watch ha pubblicato un dettagliato rapporto che accusa l’Agenzia di utilizzare nel Mediterraneo centrale i propri sofisticati sistemi di sorveglianza per contattare le autorità libiche che provvedono a riportare i migranti verso i disumani centri di detenzione che si trovano nel Paese nordafricano. ll rapporto aveva indotto l’Ong olandese Front-Lex a inoltrare una denuncia alla Corte europea di Giustizia
È di questi giorni la notizia di un’indagine aperta dalla giustizia francese contro l’eurodeputato francese Fabrice Leggeri, che ha diretto Frontex dal 2015 al 2022, in seguito a una denuncia per presunta complicità in crimini contro l’umanità, accuse come abbiamo visto già formulate da diverse fonti e che ora, dunque, sono destinate a finire al vaglio della giustizia francese. Fabrice Leggeri ha diretto l’Agenzia in un periodo di grande espansione e si è dimesso nel 2022, a seguito dell’avvio di un’indagine dell’Olaf, l’organismo antifrode dell’Ue, per accertare eventuali irregolarità dell’operato di Frontex sia in materia di respingimenti illegali che nell’ ambito della gestione dei fondi di cui dispone.
Purtroppo, non si tratta di episodi isolati, frutto malato dell’azione di qualche funzionario, ma della logica conseguenza della riduzione della complessa questione dei fenomeni migratori a una dimensione quasi esclusivamente securitaria. Varie Ong denunciano infatti la crescente tendenza da parte dell’Unione europea a una crescente militarizzazione delle frontiere a scapito del riconoscimento del diritto d’asilo. Il bilancio europeo 2028-2034 prevede di destinare ben 48 dei 74 miliardi previsti per far fronte ai fenomeni migratori a misura di sicurezza per il controllo delle frontiere. Al centro di questa politica si colloca appunto l’attività di Frontex, la cui espansione lautamente finanziata crescerà ulteriormente nei prossimi anni.
In questa direzione va anche l’approvazione avvenuta il 26 marzo da parte della maggioranza del Parlamento europeo del Nuovo Regolamento rimpatri che ora sarà oggetto di consultazioni fra Parlamento, Consiglio e Commissione europea in vista di un’approvazione definitiva. Il nuovo regolamento sostituisce e inasprisce la Direttiva sui rimpatri del 2008 e rappresenta un tentativo di unificare a livello europeo le regole per i rimpatri dei cittadini di Paesi terzi a cui non viene riconosciuto il diritto a un permesso di soggiorno. La recente votazione segnala una crescente convergenza nell’ambito delle politiche migratorie fra il Partito Popolare europeo e le forze di estrema destra che configura un progetto organico di restrizione dei diritti dei migranti e dei richiedenti asilo a cui le forze progressiste non sembrano in grado di contrapporre una visione alternativa del problema.
Alle frontiere esterna rischia di morire anche il sogno di un Europa come esempio di civiltà e di rispetto dei diritti.


