Lista delle S-malattie consigliate #27: Riddikulus

Buon… Incantesimo!

Come stai oggi? Hai sperimentato qualcosa, che ti ha fatto dire giocosamente, tra te e te, “dai che oggi ce la faccio?”

Benissimo! 

 A questo punto potresti pensare: “Come, benissimo, ma se non conosci la mia risposta!”

Vero. Ma, che tu sia riuscito, a fidarti di te o meno, so con spudorata e ottimistica certezza, che dopo questo articolo, avrai degli spunti in più, per “ingannare” il tuo cervello.
Sconfiggendo così, quelle paure, di cui parlavamo, nello scorso articolo

Devi sapere, che per fortuna, o sfortuna, la nostra mente è piena di quelli che vengono chiamati bias cognitivi. Sono delle strategie che il nostro cervello adotta per risparmiare fatica ed essere più veloce. Peccato che spesso, anziché farci giungere a soluzioni ottimali, ci fa prendere dei granchi.

Proprio così, il nostro cervello è più “ingenuo” di quanto possiamo immaginare.

Quindi, perché non utilizzare questa peculiarità a nostro vantaggio?

Se ci pensiamo bene, il bias cognitivo, è il prodotto di ciò che ci raccontiamo e diamo per certo.

Quindi, perché non cambiare la storia? Perché non autoingannarci?

Questo breve video, rende bene questo concetto…

Come avete visto, l’ultimo pinguino  ha paura di saltare. Quindi dopo essersi convinto che anche  lui può farcela,  dice a se stesso di guardare da un’altra parte. In questo modo si distrae, non vede l’altezza e finalmente salta.

Quindi il primo suggerimento che voglio darti è: raccontati una storia “diversa” da quella che ti racconti  di solito”.

Pensaci bene, quante volte hai attribuito a qualcosa di esterno una forza più grande, di quella che oggettivamente poteva avere?

Lo confesso, ci casco ancora anch’io. Ho il terrore dei serpenti. Che siano velenosi o meno non fa nessuna differenza. Anche se spesso  sono piccole bestiole innocue, probabilmente anche più terrorizzate di me, non appena ne vedo uno, mi spavento.

Eppure una volta, a una fiera a Milano, un uomo teneva un boa sulle sue spalle. Mi ricordo che lo stavo fissando, non so esattamente perché. Ero spaventata eppure attratta dal rapporto tra i due. Probabilmente, per lui quel serpente era come un cane.

Mi ha detto che era tranquillo e che se volevo potevo accarezzarlo. In quel momento non ho pensato a nessuno scenario terribile. Hai presente quando in TV fanno vedere artisti e atleti che fanno esercizi difficilissimi? Nella mia testa faccio un tifo fortissimo. È come se dentro di me, avessi la certezza che ce la faranno. Ovviamente, non sempre è così.

Eppure in quel momento, sapevo che non sarebbe successo nulla di male, o forse, lo speravo davvero, ma davvero intensamente.

Detto tra me e te, non so come io sia riuscita ad avvicinarmi. Premetto che non l’ho toccato dalla parte della testa, ma più vicino alla coda. Temevo di provare  disgusto, invece aveva una pelle tiepida e morbidissima. 

Ho provato paura, ma anche orgoglio per me stessa e tenerezza verso l’animale.

Nessun serpente mi ha mai morso o stritolato, quindi le mie paure  non sono, solo infondate, ma anche ingiuste.

ATTENZIONE!!!

Ciò non significa che ora, vado in giro ad accarezzare tutti i serpenti che vedo. 
Mi fanno ancora paura. Però cerco di mettermi anche nei panni di quell’animale. Se io temo  un animaletto, così piccolo, cosa mai dovrà provare lui,  visto che  rispetto a lui  io  sono gigantesca, vedendomi  urlare e dimenarmi ?

La scena vista dai suoi occhi, penso sia molto più terrificante di quella che vedo io. 
Vista dall’esterno, invece, probabilmente è molto divertente.

Non ho risolto la vita, ma questa conquistata empatia, mi ha permesso di fare dei passi in avanti.

Di conseguenza, il secondo suggerimento che ci tengo a darti è: quando ti trovi in una situazione che ti mette a disagio, prova a guardarla con gli occhi del tuo antagonista.

È davvero ancora così terrificante?

Infine, ultima strategia, ma non per ordine d’importanza, è quella di uno dei più bei racconti, a mio avviso, mai scritti nella storia, Harry Potter
Nel terzo volume che si intitola Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, durante una lezione di difesa contro le arti oscure, il maestro Lupin, spiega una formula per sconfiggere un molliccio.

La caratteristica di questa creatura, è quella di trasformarsi, nella più grande paura di chi si trova davanti. La formula è “Riddikulus”. Per rendere efficace l’incantesimo, è fondamentale concentrarsi, su una cosa che renda ridicola quella paura, ai nostri occhi.

Posso anche in questo caso, giurare, per esperienza personale,   che questo tipo di espediente è efficace.

Agli esami di maturità, ero tanto nervosa che continuavo a scoppiare in crisi di pianto. Finché la sorella di una mia compagna di classe mi disse :“Prova a immaginare i professori tutti seduti sulla tazza a fare la cacca”. 

Impossibile non ridere. Sono entrata a dare l’orale con il cuore decisamente più leggero.

A volte, prendersi troppo sul serio non fa bene. Né al cuore, né allo spirito.

Perciò, il terzo suggerimento che mi sento di darti è: trova il lato ironico, anche, o meglio, soprattutto in ciò che temi. Affidati alla fantasia, non ti deluderà. 😉

Come dici? Ahhh,.. giusto.

Non sai come farti venire in mente, tutte queste idee, mentre sei nella situazione?

Oh mamma e chi la conosce questa risposta?

Mmm una mezza idea, forse ce l’ho.

Ma… È solo mezza idea, per ora.

Diamole il tempo di diventare, un’idea bella intera per settimana prossima.

E ricordati …

A volte basta solo un primo passo per cambiare il mondo,
ma per rivoluzionarlo davvero, non può restare il solo.

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Questo blog nasce dall’incontro di tre persone emigrate volontariamente in età adulta dall’Italia in Svizzera e che in questo Paese hanno realizzato esperienze diverse in vari ambiti lavorativi e culturali. 

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